PO4A.7(1) User Contributed Perl Documentation PO4A.7(1)

po4a - framework per la traduzione di documentazione e altro materiale

po4a (PO per tutto) facilita la manutenzione della traduzione della documentazione utilizzando i classici strumenti gettext. La caratteristica principale di po4a è che separa la traduzione dei contenuti dalla struttura del documento stesso.

Questo documento serve da introduzione al progetto po4a, concentrandosi sui potenziali utenti di questo strumento e sui curiosi che vogliono capire come funziona ed il suo scopo.

Perché po4a?

La filosofia del software libero è di rendere la tecnologia veramente accessibile a tutti. Ma le licenze non sono l'unico problema: programmi liberi ma non tradotti sono inutili a chi non parla inglese. Pertanto c'è ancora del lavoro da fare per rendere il software accessibile a tutti.

Questa situazione è ben compresa dalla maggior parte dei progetti e tutti sono ormai convinti della necessità di tradurre tutto. Eppure, le traduzioni attuali rappresentano un enorme sforzo per molti individui, paralizzate da piccole difficoltà tecniche.

Fortunatamente, il software open source attualmente gode di un buon livello di traduzione, grazie alla splendida suite gettext. Gli strumenti di questa suite vengono usati per estrarre le stringhe da tradurre dai programmi e presentarle ai traduttori un formato standard (chiamato file PO, o catalogo di traduzioni). Da ciò è nato un intero ecosistema di strumenti di aiuto ai traduttori per la traduzione di questi file PO. Il risultato viene poi usato durante l'esecuzione da gettext per mostrare i messaggi tradotti all'utente finale.

Per quanto riguarda la documentazione, invece, la situazione è ancora alquanto deludente. All'inizio tradurre la documentazione può sembrare più facile che tradurre un programma in quanto sembrerebbe che si deve solo copiare il file sorgente della documentazione e iniziare a tradurre il contenuto. Tuttavia, quando la documentazione originale viene modificata, tenere traccia delle modifiche si trasforma rapidamente in un incubo per i traduttori. Se eseguita manualmente, questa attività non è gratificante e facilmente soggetta a errori.

Le traduzioni obsolete sono spesso peggio di nessuna traduzione. Gli utenti finali possono essere ingannati dalla documentazione che descrive un vecchio comportamento del programma. Inoltre, non possono interagire direttamente con i manutentori poiché non parlano inglese. Inoltre, il manutentore non può risolvere il problema poiché non conosce tutte le lingue in cui è tradotta la documentazione. Queste difficoltà, spesso causate da una strumentazione scarsa, possono minare la motivazione dei traduttori volontari, aggravando ulteriormente il problema.

L'obiettivo del progetto po4a è facilitare il lavoro dei traduttori di documentazione. In particolare, rende le traduzioni della documentazione manutenibili.

L'idea è di riutilizzare e adattare l'approccio gettext a questo campo. Come con gettext, i testi vengono estratti dalle loro posizioni originali e presentati ai traduttori come cataloghi di traduzione PO. I traduttori possono sfruttare i classici strumenti gettext per monitorare il lavoro da fare, collaborare e organizzarsi come squadra di traduzione. po4a quindi inserisce le traduzioni direttamente nella struttura della documentazione per produrre file sorgente tradotti che possono essere elaborati e distribuiti proprio come i file inglesi. Qualsiasi paragrafo non tradotto viene lasciato in inglese nel documento risultante, assicurando che gli utenti finali non vedano mai una traduzione obsoleta nella documentazione.

Ciò automatizza la maggior parte del lavoro oneroso della manutenzione della traduzione. La scoperta dei paragrafi che necessitano di un aggiornamento diventa molto semplice e il processo è completamente automatizzato quando gli elementi vengono riordinati senza ulteriori modifiche. È inoltre possibile utilizzare una verifica specifica per ridurre la possibilità di errori di formattazione che potrebbero causare il rovinarsi del documento.

Consultare la FAQ più avanti in questo documento per avere un elenco completo di vantaggi e svantaggi di questo approccio.

Attualmente, questo approccio è stato realizzato con successo per diversi formati di documenti di testo:

Il buon vecchio formato delle pagine man, usato da così tanti programmi in circolazione. Il supporto di po4a è sicuramente benvenuto, dal momento che questo formato è alquanto difficile da usare direttamente e non è esattamente amichevole per i principianti.

Il modulo Locale::Po4a::Man(3pm) supporta anche il formato mdoc, usato dalle pagine man BSD (sono anche abbastanza comuni su Linux).

Questo formato è un formato di markup leggero inteso a facilitare la creazione della documentazione. Ad esempio, viene utilizzato per documentare il sistema git. Tali pagine man sono tradotte usando po4a.

Consultare Locale::Po4a::AsciiDoc per i dettagli.

Questo è il formato della documentazione online di Perl. Il linguaggio e le sue estensioni sono documentate in questo modo, così come molti degli script Perl esistenti. Inglobando entrambi nello stesso file è più facile mantenere la documentazione, essendo vicina al codice corrispondente. Rende la vita più semplice al programmatore, ma sfortunatamente non al traduttore, finché non si usa po4a.

Consultare Locale::Po4a::Pod per i dettagli.

Anche se oggigiorno è stato in qualche modo superato da XML, questo formato è ancora molto spesso usato per documenti più lunghi di qualche schermata. Può essere usato anche per interi libri. Documenti così lunghi possono rilevarsi ardui da aggiornare. Strumenti come diff si rivelano spesso inutili quando il testo originale è stato re-indentato dopo l'aggiormanento. Fortunatamente, po4a può aiutare dopo questo processo.

Al momento sono supportati solo i DTD DebianDoc e DocBook, ma aggiungere il supporto a nuovi (DTD) è molto facile. È perfino possibile usare po4a su un DTD SGML sconosciuto senza modificarne il codice, basta fornire le informazioni necessarie dalla riga di comando. Consultare Locale::Po4a::Sgml(3pm) per i dettagli.

Il formato LaTeX è un formato di documentazione importante usato dal mondo del Free Software e da diverse pubblicazioni.

Il modulo Locale::Po4a::LaTeX(3pm) è stato testato con la documentazione Python, un libro e alcune presentazioni.

Il formato text (testo) è il formato base per molti formati che includono lunghi blocchi di testo, inclusi Markdown, fortunes, YAML front matter section, debian/changelog, e debian/control.

Questo supporta il generico formato usato nei generatori di siti statici, nei file README (LEGGIMI), e altri sistemi di documentazione. Vedere Locale::Po4a::Text(3pm) per i dettagli.

Il formato XML è un formato base per molti formati di documentazione.

Attualmente, il DTD DocBook (consultare Locale::Po4a::Docbook(3pm) per i dettagli) e XHTML sono supportati da po4a.

Il formato BibTex viene usato assieme a LaTex per la formattazione di elenchi di riferimenti bibliografici.

Consultare Locale::Po4a::BibTex per i dettagli.

Un linguaggio a marcatori basato su XML che usa etichette semantiche per descrivere i documenti.

Consultare Locale::Po4a:Docbook per ulteriori dettagli.

Un formato di documentazione XML. Questo modulo è stato sviluppato specificamente per supportare e mantenere le traduzioni della documentazione di Gentoo Linux almeno fino a marzo 2016 (secondo Wayback Machine). Da allora Gentoo è passato al formato DevBook XML.

Consultare Locale::Po4a:Guide per maggiori dettagli.

Il Web Markup Language, da non confondere il WML con la roba WAP usata (N.d.T. soprattutto in passato) sui telefoni cellulari. Questo modulo si basa sul modulo Xhtml, che a sua volta si basa sul modulo XmL.

Consultare Locale::Po4a::Wml per maggiori dettagli.

Un soprainsieme di JSON, YAML viene spesso usato per progetti sistemistici o per configurazione. YAML è centrale per il sistema di Red Hat Ansible.

See Locale::Po4A::Yaml for greater details.

Il formato Ruby Document (RD), originariamente il formato di documentazione predefinito per Ruby e per i progetti Ruby prima di essere convertito in RDoc nel 2002. Anche se apparentemente la versione giapponese del Ruby Reference Manual usa ancora RD.

Consultare Locale::Po4a::RubyDoc per maggiori dettagli.

Un sistema di produzione di documentazione, con elementi simili a TeX, debiandoc-sgml, TeXinfo e altri, sviluppato da Simon Tatham, lo sviluppatore di PuTTY.

Consultare Locale::Po4a:Halibut per maggiori dettagli.

Formato di file di configurazione reso popolare da MS-DOS.

Consultare Locale::Po4a::Ini per maggiori dettagli.

Tutta la documentazione GNU è stata scritta in questo formato (è persino uno dei requisiti per i progetto ufficiali GNU). Il supporto per Locale::Po4a::Texinfo(3pm) in po4a è ancora agli inizi. Si prega di segnalare eventuali difetti e richieste di miglioramenti.
Il formato di testo normale nativo del protocollo Gemini. Solitamente si usa l'estensione ".gmi". Il supporto per questo modulo in po4a è ancora agli inizi. Se si trova qualche problema, inviare una segnalazione o una richiesta di nuove funzionalità.
Po4a può anche gestire qualche altro formato raro o di uso specifico, come la documentazione delle opzioni di compilazione dei kernel 2.4+(Locale::Po4a::KernelHelp), oppure i diagrammi prodotti dal programma Dia(Locale::Po4a::Dia). Aggiungere un nuovo formato è spesso molto facile e il grosso del lavoro è produrre un parser per il formato scelto. Per maggiori informazioni su questo argomento, consultare Locale::Po4a::TransTractor(3pm).
Sfortunatamente, a po4a manca il supporto per diversi formati di documentazione. Molti di questi non sarebbero facili da supportare. Questi includono formati non solo di documentazione come le descrizioni dei pacchetti (deb e rpm), le domande poste dagli script di installazione dei pacchetti, i changelog dei pacchetti e tutti i formati specializzati usati da vari programmi, come gli scenari dei giochi o i file delle risorse di wine.

Il modo più semplice per utilizzare questo strumento nel progetto è scrivere un file di configurazione per il programma po4a e interagire solo con questo programma. Fare riferimento alla documentazione in po4a(1). Il resto di questa sezione fornisce maggiori dettagli per gli utenti avanzati di po4a che desiderano approfondire la comprensione di po4a.

Assicurati di leggere po4a(1) prima di questa sezione eccessivamente dettagliata per ottenere una panoramica semplificata del flusso di lavoro po4a. Tornare qui quando si vuole avere l'impressionante quadro completo, con quasi tutti i dettagli.

Nel seguente schema, master.doc è un nome di esempio per la documentazione da tradurre; XX.doc è lo stesso documento tradotto nella lingua XX mentre doc.XX.po è il catalogo di traduzione per quel documento nella lingua XX. Gli autori della documentazione si occuperanno principalmente di master.doc (che può essere una pagina man, un documento XML, un file AsciiDoc, ecc.); i traduttori si occuperanno principalmente del file PO, mentre gli utenti finali vedranno solo il file XX.doc.

Le transizioni con parentesi quadre come "[po4a aggiorna po]" rappresentano l'esecuzione di uno strumento po4a mentre le transizioni con parentesi graffe come "{ aggiorna master.doc }" rappresentano una modifica manuale dei file del progetto.

                                   master.doc
                                       |
                                       V
     +<-----<----+<-----<-----<--------+------->-------->-------+
     :           |                     |                        :
{traduzione}     |       {aggiornamento di master.doc}          :
     :           |                     |                        :
   XX.doc        |                     V                        V
 (opzionale)     |                 master.doc ->-------->------>+
     :           |                  (nuovo)                     |
     V           V                     |                        |
  [po4a-gettextize]  doc.XX.po -->+    |                        |
          |          (vecchio)    |    |                        |
          |              ^        V    V                        |
          |              |  [po4a aggiorna i po]                |
          V              |           |                          V
   translation.pot       ^           V                          |
          |              |       doc.XX.po                      |
          |              |        (fuzzy)                       |
    {traduzione}         |           |                          |
          |              ^           V                          V
          |              |   {modifica manuale}                 |
          |              |           |                          |
          V              |           V                          V
      doc.XX.po --->---->+<---<-- doc.XX.po    addendum     master.doc
      (iniziale)                (aggiornato)  (opzionale)  (aggiornato)
          :                          |            |             |
          :                          V            |             |
          +----->----->----->------> +            |             |
                                     |            |             |
                                     V            V             V
                                     +------>-----+------<------+
                                                  |
                                                  V
                                     [po4a aggiorna le traduzioni]
                                                  |
                                                  V
                                                XX.doc
                                             (aggiornato)

Di nuovo, questo schema è eccessivamente complicato. Consultare po4a(1) per una panoramica semplificata.

La parte sinistra mostra come po4a-gettextize(1) può essere usato per convertire un progetto di traduzione esistente verso l'infrastruttura po4a. Questo script prende un documento originale e la sua associata parte tradotta e cerca di creare il file PO corrispondente. Tale conversione manuale è piuttosto complicata (vedere la documentazione di po4a-gettextize(1) per maggiori dettagli), ma è necessaria solo una volta per convertire le traduzioni esistenti. Se non si ha alcuna traduzione da convertire, si può dimenticarsene e concentrarsi solo sulla parte destra dello schema.

In alto a destra, viene illustrata l'azione dell'autore originale che aggiorna la documentazione. Nel centro della parte destra, sono raffigurate le azioni automatiche di aggiornamento dei file di traduzione: il nuovo materiale viene estratto e confrontato con la traduzione esistente. La traduzione precedente viene usata per le parti che non sono cambiate. Le parti parzialmente modificate vengono associate alla traduzione precedente, ma con la marcatura "fuzzy" indicante che la traduzione necessita di aggiornamento. Il materiale nuovo o completamente modificato viene lasciato non tradotto.

Quindi, la modifica manuale riportata, descrive l'azione dei traduttori, che modificano i file PO per fornire traduzioni per ogni stringa e paragrafo originali. Ciò può essere effettuato utilizzando un editor specifico come lo GNOME Translation Editor, Lokalize di KDE o poedit o utilizzando una piattaforma di traduzione sul web come weblate o pootle. Il risultato della traduzione è un insieme di file PO, uno per lingua. Fare riferimento alla documentazione di gettext per maggiori dettagli.

La parte inferiore della figura mostra come po4a crea un documento sorgente tradotto dal documento originale master.doc e il catalogo di traduzioni doc.XX.po aggiornato dai traduttori. La struttura del documento viene riutilizzata, mentre il contenuto originale viene sostituito dalla sua controparte tradotta. Facoltativamente, è possibile utilizzare un'appendice per aggiungere del testo extra alla traduzione. Viene spesso utilizzato per aggiungere il nome del traduttore al documento finale. Vedere sotto per i dettagli.

All'invocazione, po4a aggiorna sia i file delle traduzioni che i documenti tradotti automaticamente.

Se si inizia da zero, bisogna solo scrivere un file di configurazione per po4a e il gioco è fatto. Modelli adatti vengono creati per i file mancanti, consentendo ai contributori di tradurre il progetto nella propria lingua. Fare riferimento a po4a(1) per un tutorial di avvio rapido e per tutti i dettagli.

Se si dispone di una traduzione esistente, ovvero di un file di documentazione che è stato tradotto manualmente, si può integrarne il contenuto nel flusso di lavoro po4a utilizzando po4a-gettextize. Questa attività è un po' complicata (come descritto nella manpage dello strumento), ma una volta convertito il progetto nel flusso di lavoro po4a, tutto verrà aggiornato automaticamente.

Una volta configurato, è sufficiente invocare po4a per aggiornare sia i file PO di traduzione che i documenti tradotti. Si può passare "--no-translations" a po4a per non aggiornare le traduzioni (aggiornando quindi solo i file PO) o "--no-update" per non aggiornare i file PO (aggiornando quindi solo i file PO) traduzioni). Ciò corrisponde approssimativamente ai singoli script po4a-updatepo e po4a-translate che ora sono deprecati (vedere "Perché i singoli script sono deprecati" nelle FAQ di seguito).

L'aggiunta di nuovo testo alla traduzione è probabilmente l'unica cosa che è più facile fare a lungo termine quando si traducono i file manualmente :). Si fa quando si vuole aggiungere una sezione extra al documento tradotto che non corrisponde a nessun contenuto nel documento originale. Il caso d'uso classico è quello per dare riconoscimento ai traduttori e per indicare come segnalare problemi specifici riguardanti la traduzione.

Con po4a, bisogna specificare i file addendum, che possono essere visti concettualmente come patch applicate al documento localizzato dopo l'elaborazione. Ogni addendum deve essere fornito come file separato, il cui formato è però molto diverso dalle patch classiche. La prima riga è una riga di intestazione, che definisce il punto di inserimento dell'addendum (con una sintassi purtroppo criptica - vedere sotto) mentre il resto del file viene aggiunto, così com'è, alla posizione determinata.

La riga di intestazione deve iniziare con la stringa PO4A-HEADER:, seguita da un elenco separato da punti e virgola di campi chiave=valore.

Ad esempio, la seguente intestazione dichiara un addendum che deve essere inserito alla fine della traduzione.

PO4A-HEADER: mode=eof

Le cose si fanno più complicate quando vuole aggiungere il contenuto extra in mezzo al documento. La seguente intestazione dichiara un addendum che deve essere inserito dopo la sezione XML contenente la stringa "About this document" nella traduzione.

PO4A-HEADER: position=About this document; mode=after; endboundary=</section>

In pratica, quando si cerca di applicare un addendum, po4a cerca la prima riga che corrisponde all'argomento "position" (può essere un'espressione regolare). Non bisogna dimenticare che qui po4a considera il documento tradotto. Questa documentazione è in inglese, ma la propria riga dovrebbe probabilmente essere la seguente, se si intende applicare l'addendum alla traduzione francese del documento.

PO4A-HEADER: position=À propos de ce document; mode=after; endboundary=</section>

Una volta trovata la "position" (posizione) nel documento di destinazione, po4a cerca la riga successiva dopo la "position" che corrisponde al "endboundary" fornito. L'addendum viene aggiunto subito after (dopo) quella riga (perché abbiamo fornito una endboundary, cioè un confine che termina la sezione corrente).

Lo stesso identico effetto potrebbe essere ottenuto con la seguente intestazione, che è equivalente:

PO4A-HEADER: position=About this document; mode=after; beginboundary=<section>

Qui, po4a cerca la prima riga che corrisponde a "<section"> dopo la riga che corrisponde a "About this document" nella traduzione e aggiunge l'addendum before (prima) quella riga poiché abbiamo fornito un beginboundary, cioè un confine che segna l'inizio della sezione successiva. Quindi questa riga di intestazione richiede di inserire l'addendum dopo la sezione contenente "About this document" e indica a po4a che una sezione inizia con una riga contenente il tag "<section>". Ciò è equivalente all'esempio precedente perché quello che si vuole veramente è aggiungere questo addendum dopo "</section>" o prima di "<section>".

Si può anche impostare l'inserimento mode al valore "before", con una semantica simile: combinando "mode=before" con "endboundary" metterà l'addendum appena dopo il limite corrispondente, l'ultima potenziale linea di confine prima della "position". La combinazione di "mode=before" e "beginboundary" metterà l'addendum appena prima del confine corrispondente, ovvero l'ultima potenziale linea di confine prima di "position".

 Modo   | Tipo confine  |     Confine usato       | Punto di inserimento rispetto al confine
========|===============|=========================|=========================================
'before'| 'endboundary' | ultimo prima 'position' | Subito dopo del confine selezionato
'before'|'beginboundary'| ultimo prima 'position' | Subito prima del confine selezionato
'after' | 'endboundary' |  primo dopo 'position'  | Subito dopo del confine selezionato
'after' |'beginboundary'|  primo dopo 'position'  | Subito prima del confine selezionato
'eof'   |   (nessuno)   |           -             | Fine del file

Suggerimenti e trucchi sugli addenda

  • Si ricordi che queste sono espressioni regolari. Per esempio, se si vuole far corrispondere la fine di una sezione nroff con la riga ".fi", non usare ".fi" come endboundary, perché corrisponderebbe con "il[ fi]le", che ovviamente non è quello che ci si aspettava. Il corretto endboundary in tal caso è: "^\.fi$".
  • Gli spazi bianchi SONO importanti nel contenuto di "position" e dei confini. Quindi le due righe seguenti sono diverse. Il secondo verrà trovato solo se ci sono abbastanza spazi finali nel documento tradotto.
    PO4A-HEADER: position=About this document; mode=after; beginboundary=<section>
    PO4A-HEADER: position=About this document ; mode=after; beginboundary=<section>
    
  • Sebbene questa ricerca di contesto possa essere considerata come operante approssimativamente su ciascuna riga del documento tradotto, in realtà opera sulla stringa dati interna del documento tradotto. Questa stringa dati interna può essere un testo che si estende su un paragrafo contenente più righe o può essere la marcatura XML stessa da sola. L'esatto punto di inserimento dell'addendum deve essere prima o dopo la stringa dati interna e non può essere all'interno della stessa.
  • Passa l'argomento "-vv" a po4a per capire come aggiungere gli addenda alla traduzione. Può anche essere utile eseguire po4a in modalità di debug per vedere la stringa di dati interna effettiva quando l'addendum non si applica.

Esempi di addenda

  • Se si vuole aggiungere qualcosa dopo la seguente sezione nroff:
    .SH "AUTHORS"
    

    È necessario selezionare un approccio in due fasi impostando mode=after. Poi bisogna restringere la ricerca alla riga dopo AUTHORS con l'argomento espressione regolare position. Quindi, si dovrebbe abbinare l'inizio della sezione successiva (ad esempio, ^\.SH) con l'espressione regolare dell'argomento beginboundary. Vale a dire:

    PO4A-HEADER:mode=after;position=AUTHORS;beginboundary=\.SH
    
  • Se si vuole aggiungere qualcosa dopo una data riga (come dopo "Copyright Big Dude"), fare in modo che position corrisponda a questa riga, mode=after e fare in modo che beginboundary corrisponda a qualunque riga.
    PO4A-HEADER:mode=after;position=Copyright Big Dude, 2004;beginboundary=^
    
  • Se si vuole aggiungere qualcosa alla fine del documento, fare in modo che position corrisponda a qualunque riga del documento (ma solo una riga. Po4a non procederà se questa non è univoca), e fare in modo che endboundary non corrisponda a nulla. Non usare stringhe semplici come "EOF", ma preferire quelle che hanno meno probabilità di esistere nel documento.
    PO4A-HEADER:mode=after;position=About this document;beginboundary=FakePo4aBoundary
    

Esempio più dettagliato

Documento originale (formattato POD):

|=head1 NOME
|
|dummy - un programma fantoccio
|
|=head1 AUTORE
|
|me

Poi, il seguente addendum assicurerà che una sezione (in Francese) riguardante il traduttore venga aggiunta alla fine del file (in Francese, "TRADUCTEUR" significa "TRADUTTORE", e "moi" significa "me").

|PO4A-HEADER:mode=after;position=AUTEUR;beginboundary=^=head
|
|=head1 TRADUCTEUR
|
|moi
|

Per mettere il proprio addendum prima dell'AUTHOR, usare l'intestazione seguente:

PO4A-HEADER:mode=after;position=NOM;beginboundary=^=head1

Questo funziona perché la successiva riga che corrisponde al beginboundary "/^=head1/" dopo la sezione "NAME" (tradotta in "NOM" in Francese), è quella che dichiara gli autori. Perciò, l'addendum verrà messo tra entrambe le sezioni. Si noti che se un'altra sezione viene aggiunta in seguito tra le sezioni NAME e AUTHOR, po4a metterà erroneamente l'addenda prima della nuova sezione.

Per evitare ciò si può ottenere lo stesso risultato usando mode=before:

PO4A-HEADER:mode=before;position=^=head1 AUTEUR

Questo capitolo fornisce una breve panoramica del funzionamento interno di po4a, nell'ottica di aiutarci nella manutenzione e nel contribuire al miglioramento di questo software. Il capitolo può anche aiutare a capire perché il programma non si comporta come ci si aspetta e a risolvere eventuali problemi.

Al centro del progetto po4a c'è la classe Locale::Po4a::TransTractor(3pm) che è l'antenato comune di tutte le classi parser. Questo strano nome deriva dal fatto che è allo stesso tempo incaricato di tradurre il documento e di estrarne le stringhe.

Più formalmente, esso prende un documento da tradurre più un file PO contenente le traduzioni da usare come ingresso producendo due risultati separati: un altro file PO (risultato dall'estrazione delle stringhe traducibili dal documento in ingresso), e un documento tradotto (con la stessa struttura di quello in ingresso, ma con tutte le stringhe traducibili rimpiazzate dal contenuto del file PO in ingresso). Ecco una rappresentazione grafica di tutto ciò:

Documento in ingresso --\                            /---> Documento in uscita
                         \      TransTractor::      /         (tradotto)
                         +-->--   parse()  --------+
                         /                          \
PO in ingresso ---------/                            \---> PO in uscita
                                                            (estratto)

Questo piccolo osso è il cuore di tutta l'architettura di po4a. Se si fornisce entrambi gli ingressi e si ignora il PO in uscita, si ottiene po4a-translate. Se si tralascia il documento in uscita invece, si ottiene po4a-updatepo. po4a usa TransTractor una prima volta per ottenere un file POT in uscita aggiornato (ignoranto i documenti in uscita), chiama msgmerge -U per aggiornare i file PO delle traduzioni su disco, e invoca TransTractor con questi file PO aggiornati per aggiornare i documenti in uscita. In breve, po4a fornisce una soluzione tutta in uno per aggiornare ciò che serve, usando un singolo file di configurazione.

Anche po4a-gettextize utilizza due TransTractor, ma in un altro modo: crea un TransTractor per lingua, quindi crea un nuovo file PO utilizzando i msgid del documento originale come msgids e i msgid del documento tradotto come msgstrs. È necessaria molta attenzione per garantire che le stringhe corrispondenti, in questa modalità, corrispondano effettivamente, come descritto in po4a-gettextize(1).

Tutti gli analizzatori del formato po4a sono implementati sopra TransTractor. Alcuni di essi sono molto semplici, come quelli Text, Markdown e AsciiDoc. Caricano le righe una per una usando TransTractor::shiftline(), accumulano il contenuto dei paragrafi o altro. Una volta che una stringa è stata completamente analizzata, il parser utilizza TransTractor::translate() per (1) aggiungere questa stringa al file PO di output e (2) ottenere la traduzione dal file PO di ingresso. L'analizzatore quindi invia il risultato al file di uscita utilizzando TransTractor::pushline().

Alcuni altri analizzatori sono più complessi perché si affidano a un analizzatore esterno per analizzare il documento di ingresso. Gli analizzatori Xml, HTML, SGML e Pod sono basati sugli analizzatori SAX. Dichiarano callback a eventi come "Ho trovato un nuovo titolo il cui contenuto è il seguente" per aggiornare il documento in uscita e produrre file POT in base al contenuto di ingresso utilizzando TransTractor::translate() e "TransTractor::pushline ()". L'analizzatore Yaml è simile ma diverso: serializza una struttura dati prodotta dall'analizzatore YAML::Tiny. Questo è il motivo per cui il modulo Yaml di po4a non riesce a dichiarare le linee di riferimento: la posizione di ogni stringa nel file di ingresso non è mantenuta dall'analizzatore, quindi si può fornire solo "$filename:1" come posizione della stringa. Gli analizzatori orientati a SAX utilizzano valori globali e altri trucchi per salvare il nome del file e i numeri di riga dei riferimenti.

Un problema specifico deriva dalle codifiche dei file e dagli indicatori della distinta base. Gli analizzatori semplici possono dimenticarsi di questo problema, che è gestito da TransTractor::read() (usato internamente per ottenere le righe di un documento di ingresso), ma i moduli che si affidano a un analizzatore esterno devono garantire che tutti i file vengano letti con uno strato di decodifica PerlIO appropriato. Il modo più semplice è aprire il file da soli e fornire un filehandle o direttamente la stringa completa all'analizzatore esterno. Controllare Pod::read() e Pod::parse() per avere un esempio. Il contenuto letto dal TransTractor viene ignorato, ma un nuovo filehandle viene passato all'analizzatore esterno. La parte importante è la modalità "<:encoding($charset)" che viene passata alla funzione perl open().

La classe Locale::Po4a::Po(3pm) è incaricata di caricare e utilizzare i file PO e POT. Fondamentalmente, si può leggere un file, aggiungere voci, ottenere traduzioni con il metodo gettext(), scrivere il PO in un file. Funzionalità più avanzate come l'unione di un file PO con un file POT o la convalida di un file sono delegate rispettivamente a msgmerge e msgfmt.

Anche se non si ha mai contribuito ad alcun progetto Open Source in passato, siete benvenuti: siamo disposti ad aiutare e guidare. Oggigiorno po4a è gestito meglio che in passato. Dato che disponiamo di manodopera, cerchiamo di rendere il progetto accogliente migliorando la documentazione e i test automatici per dare sicurezza nel contribuire al progetto. Per ulteriori dettagli fare riferimento al file CONTRIBUTING.md.

Ecco un elenco molto incompleto di progetti che usano po4a in produzione per la loro documentazione. Se si vuole aggiungere il proprio progetto all'elenco, inviaci un'e-mail (o una richiesta di merge).

Personalmente lo pronuncio come pouah https://en.wiktionary.org/wiki/pouah, che è un termine onomatopeico francese che si usa al posto di puah :) forse ho uno strano senso dell'umorismo :)

Perché gli script singoli sono deprecati?

In effetti, po4a-updatepo e po4a-translate sono deprecati in favore di po4a. Il motivo è che dato che po4a può essere usato come sostituto di questi script, c'è molta duplicazione del codice. I singoli script constano di circa 150 righe di codice mentre il programma po4a è lungo 1200 righe, quindi fanno molto in aggiunta alle parti interne comuni. La duplicazione del codice provoca bug che si verificano in entrambe le versioni e richiedono due correzioni. Un esempio di tale duplicazione sono i bug #1022216 in Debian e il problema #442 in GitHub che avevano la stessa identica correzione, ma uno in po4a e l'altro po4a-updatepo.

A lungo termine, si vorrebbe eliminare i singoli script e mantenere solo una versione del codice. La cosa sicura è che i singoli script non verranno più migliorati, quindi solo po4a riceverà le nuove funzionalità. Detto questo, non vi è alcuna urgenza di deprecazione. I singoli script verranno conservati il più a lungo possibile e almeno fino al 2030. Ma se il proprio progetto utilizza ancora po4a-updatepo e po4a-translate nel 2030, potrebbe essere un problema.

Si potrebbe anche rimuovere la deprecazione di questi script ad un certo punto, se un refactoring riducesse la duplicazione del codice a zero. Se si ha un'idea (o meglio: una patch), ogni aiuto è il benvenuto.

Ce ne sono alcuni. Ecco un elenco forse incompleto e altri strumenti stanno arrivando all'orizzonte.

Questo è lo strumento sviluppato dalle persone del progetto KDE per gestire DocBook XML. Per quanto ne sappiamo, è stato il primo programma a estrarre le stringhe da tradurre dalla documentazione in file PO e ad iniettarle nuovamente dopo la traduzione.

Può gestire solo XML e solo una particolare DTD. Non piace particolarmente la gestione degli elenchi, che finiscono in un unico grande msgid. Quando l'elenco diventa grande, il blocco diventa più difficile da gestire.

Questo programma realizzato da Denis Barbier è una sorta di precursore del modulo SGML po4a, che più o meno lo rende deprecato. Come dice il nome, gestisce solo la DTD DebianDoc, che è più o meno una DTD deprecata.
Utilizzato dal Gruppo di Documentazione di GIMP dal 2004, funziona abbastanza bene anche se, come suggerisce il nome, solo con file XML e necessita di makefile appositamente configurati.
Il Progetto Sphinx usa anch'esso ampiamente gettext per gestire le traduzioni. Sfortunatamente, funziona solo per pochi formati di testo, rest e markdown, anche se forse è l'unico strumento che fa questo gestendo l'intero processo di traduzione.

I principali vantaggi di po4a rispetto ad essi sono la facilità di aggiunta di contenuti extra (che è anche più arduo) e la capacità di ottenere la gettext-izzazione.

  • Le traduzioni non vengono memorizzate insieme all'originale, il che rende possibile rilevare se le traduzioni diventano obsolete.
  • Le traduzioni vengono memorizzate in file separati l'uno dall'altro, il che impedisce ai traduttori di lingue diverse di interferire, sia quando inviano la loro patch che a livello di codifica del file.
  • È basato internamente su gettext (ma po4a offre un'interfaccia molto semplice in modo che non sia necessario comprendere le parti interne per usarlo). In questo modo, non bisogna reinventare la ruota e, a causa del loro ampio utilizzo, possiamo assumere che questi strumenti siano più o meno privi di bug.
  • Non cambia nulla per l'utente finale (a parte il fatto che si spera che le traduzioni vengano mantenute meglio). Il file di documentazione risultante distribuito rimane esattamente lo stesso.
  • Non c'è bisogno che i traduttori imparino una nuova sintassi di file e il loro editor di file PO preferito (come la modalità PO di Emacs, Lokalize o Gtranslator) funzionerà perfettamente.
  • gettext offre un modo semplice per ottenere statistiche su ciò che è stato fatto, cosa dovrebbe essere revisionato e aggiornato, e cosa c'è ancora da fare. Qualche esempio si può trovare su:
    - https://docs.kde.org/stable5/en/kdesdk/lokalize/project-view.html
    - http://www.debian.org/intl/l10n/
    

Ma non è tutto rose e fiori e questo approccio presenta anche alcuni svantaggi che dobbiamo affrontare.

  • Gli addenda sono strani ad una prima occhiata.
  • Non si può adattare il testo tradotto alle proprie preferenze, come dividere un paragrafo qui e unirne altri due la. Ma in un certo senso è un bene, perché se c'è un problema con l'originale, dovrebbe comunque essere segnalato come un bug all'autore.
  • Anche con un'interfaccia semplice, rimane un nuovo strumento che le persone devono imparare.

    Uno dei miei sogni sarebbe quello di integrare in qualche modo po4a in Gtranslator o Lokalize. Aprendo un file di documentazione, le stringhe potrebbero essere estratte automaticamente e file tradotto e file po potrebbe venire scritti su disco. Se si riesce a fare un modulo MS Word (TM) (o almeno RTF) persino i traduttori professionisti potrebbero usarlo.

Denis Barbier <barbier,linuxfr.org>
Martin Quinson (mquinson#debian.org)

Danilo Piazzalunga <danilopiazza@libero.it>
Marco Ciampa <ciampix@posteo.net>
2024-06-08 perl v5.38.2